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Valanga1937 \ Gloria ai caduti


Gloria ai Caduti!
di M.Olivero

Articolo tratto da Sentinella d'Italia, 6-7 febbraio 1937

Gloria ai caduti

Dronero, 6 febbraio

Ai forti e prodi alpini, caduti in Valle Maira per tragica fatalità nell'adempimento del dovere, sono state rese stamane a Dronero solenni, imponentissime onoranze. La totalitaria partecipazione, oltrechè di autorità e di rappresentanze, anche di popolo, è viva testimonianza dell'identità di sentimenti che accomuna Esercito e cittadini e dell'ardente amore della Nazione per le gloriose Forze Armate. La terra cuneese, esaltando con eroica apoteosi i gagliardi difensori delle Alpi inviolabili, ha onorato, per la Patria, i suoi figli migliori.

 
Il grandioso corteo
Il DUCE ha inviato una corona con la scritta "Il Capo del Governo" e corone hanno pure mandato S.E. il Segretario del Partito, rappresentato dal Federale Bonino, a S.E. il Sottosegretario della Guerra e Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Pariani, che era rappresentato da S.E. il gen. Tua.
Al rito austero e grandioso presenziavano le più alte autorità militari e politiche della regione: S.E. il generale Tua comandante designato d'Armata; S.E. il generale Bastico, comandante il Corpo d'Armata di Alessandria; S.E. il Prefetto Orazi; S.E. il generale Bes, già ispettore delle Truppe alpine; S.E. il generale Canale, attuale ispettore; il generale Gerbino-Promis, comandante la Divisione "Monviso"; il generale Testa, comandante la Divisione alpina "Cuneense", coi relativi Stati Maggiori, il Federale Antonio Bonino, il colonnello Di Castiglioni, comandante il 2° Alpini, il comandante la Legione Subalpina, e un larghissimo stuolo di generali, ufficiali superiori di tutte le specialità dell'Esercito e della Milizia.
La grande famiglia dell'A.N.A. era rappresentata dal Presidente on. Manaresi e dal Segretario nazionale con il labaro del X° Reggimento, dall'ispettore nazionale on. Toselli, dai comandanti e dagli iscritti di tutte le Sezioni della zona, oltrechè dalle rappresentanze di tutte le Sezioni d'Italia.
Inoltre senatori, deputati, autorità provinciali e della Magistratura, i Podestà e le gerarchie provinciali fasciste di Cuneo e dei centri più importanti della Provincia, Camicie Nere, rappresentanze dei Fasci Femminili e di tutte le Organizzazioni del Partito.

Il rito fascista
Rendevano gli onori il labaro del 2° Reggimento Alpini, la bandiera del 33° Fanteria, reparti in armi di Alpini e di altre Armi e specialità dell'Esercito e della Milizia e una centuria di Giovani Fascisti.
Moltissime le corone inviate dagli alti Comandi, dai Battaglioni Alpini e da tutti i Reggimenti della Circoscrizione provinciale, dal Partito, dal X° Alpini, dai Comuni, dai camerati, dai parenti dei Caduti.
Le salme, racchiuse in casse di zinco, sono rimaste vegliate fino al momento dei funerali in turni d'onore, nei quali si sono alternati ufficiali, compagni d'arme e alpini in congedo, nella Caserma "Aldo Beltricco" del Battaglione Dronero.
Nella vasta piazza antistante la Caserma, le salme, su doppia fronte, erano collocate su cassoni d'artiglieria trainati da due pariglie di cavalli. Su ogni feretro posava il tricolore. Tutto intorno alla piazza il quadrato dei reparti in servizio d'onore, le autorità e le rappresentaze.
Ad uno squillo d'attenti, le truppe hanno presentato le armi. Il Colonnello Di Castiglione comandante il 2° Reggimento Alpini, ha fatto l'appello fascista dei Caduti. A ogni nome, rievocato dal valoroso comandante, ha risposto la voce, che era anche l'anima, della folla: "Presente!". Viene quindi impartita la benedizione alle salme, mentre tutta la folla è irrigidita dal saluto romano.

Nella Chiesa parrocchiale
Risuonano ora le gravi note della "Canzone del Piave". Si è quindi incolonnato il lunghissimo corteo, che, al suono ininterrotto delle campane e preceduto dalle musiche e dai reparti di alpini e delle altre Forze Armate in servizio d'onore e seguito da un'enorme marea di popolo, fra cui ondeggia una selva di bandiere, labari e vessilli, si è diretto alla Chiesa parrocchiale.
Dietro alle salme erano anche numerosi i congiunti dei Caduti; i montanari della Val Maira avevano affrontato distanze e difficoltà di comunicazioni per portare il devoto fraterno omaggio delle popolazioni e l'offerta dei fiori dell'Alpe.
Ognuna delle bare era scortata dagli alpini, compagni d'ardimento e da Giovani Fascisti.
In testa quella di Gino Marchioni, come se il tenente comandasse ancora il suo invito plotone. Poi quelle dei due sottufficiali e quindi le altre del manipolo glorioso.
Il corteo è sfilato attraverso le vie cittadine fra due ali foltissime di altro popolo reverente, che, con saldo e fiero cuore, conteneva la sua commozione. Chiusi i negozi ed esposte le bandiere abbrunate.
Nella Chiesa parrocchiale, dove è stata cantata la messa funebre, alla fine della funzione religiosa la benedizione di Dio si aggiunse un'altra volta a quella degli uomini.
Dopo l'apoteosi e il plebiscitario cordoglio con cui stamane è stato glorificato il sacrificio dei forti, le salme saranno trasportate nella terra d'origine, in autofurgone quelle dei paesi più vicini e in treno le altre.
Oggi, nel pomeriggio, Cuneo onorerà tre dei suoi figli caduti, appartenenti alle frazioni della città: due di Spinetta e uno di Ronchi.


Almeno la memoria
gli altri scritti dell'opera

 
 
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